martedì 19 gennaio 2010

William Burroughs - IL GATTO IN NOI - Adelphi 1994 - £ 10.000







"Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso.Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l'amore con niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici."
Così William Burroughs. E' sorprendente scoprire che l'efferato cantore di saghe che si svolgono in terre di mutanti e in cui l'umanità è una sopravivenza arcaica, ha scritto uno dei più delicati e percettivi libretti che conosciamo sui gatti - anzi più precisamente, sul gatto come compagno psichico.

Gatti bianchi, gatti arancioni, gatti persiani, gatti amati, gatti di strada; gatti soprannaturali come piccoli dèi del focolare;creature con un che di felino, un che di umano e un che di ancora inimmaginabile, frutto di unioni arcane e lontanissime che l'autore si sente chiamato ad rievocare e a proteggere come un benefico Guardiano: sono questi i protagonisti a cui Barroughs dà la parola.

La sua voce diventa piana, pur mantenendo una vibrazione inquietante. E l'affinità immediata fra l'autore e questi esseri appare palese, ancor più di quella con altri suoi personaggi. Le storie, le osservazioni, hanno una naturalezza carica di intensità, forse perché in queste pagine Burroughs ha nascosto un'allegoria, visitando il suo passato come una sciarada gattesca.

Traduzione di Giuseppe Bernardi. (Settembre 1994)

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